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Jean-Paul Philippe nasce in Francia nel 1944 e giovanissimo si consacra alla pittura. A 16 anni frequenta le Beaux-Arts di Parigi, senza volersi mai legare all'atelier di nessun maestro. Nel 1960 un primo viaggio in Italia lo segna profondamente e l'anno seguente soggiorna a Firenze, dove lavora al Gabinetto dei Disegni del Museo degli Uffizi. Da allora viaggia. Per necessità e per curiosità pratica diverse discipline.
A partire dal 1973 la scultura diventa il mezzo privilegiato di un'opera libera che non si proclama vicina a nessun gruppo, scuola o sistema: un'archeologia interiore dove solo gli incontri e i viaggi lasciano apparire le loro impronte. Adattandosi talvolta alle costrizioni della realizzazione monumentale legata allo spazio pubblico, essa trova in queste occasioni una delle sue ragioni d'essere.
Un'opera che si compie dall'intimità dell'atelier alla piazza pubblica, dai disegni alle sculture, dalle realizzazioni nel tessuto urbano a quelle nell'ambiente naturale. Numerose mostre, principalmente con la galleria Jeanne-Bucher a Parigi, diverse esposizioni nei musei in Francia e all'estero, alcuni interventi di carattere monumentale e pubblico hanno potuto rendere conto di questo gesto, che non cerca altro che la complicità di uno sguardo e di un corpo, fra oblio e memoria, pietra e carta, assenza e presenza.
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